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GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOTRANSFOBIA - BIBLIOTECA VIVENTE

GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOTRANSFOBIA - BIBLIOTECA VIVENTE
Data: 
Lunedì, 14 Maggio, 2018 - 16:34

Il 17 maggio si celebra in tutto il mondo , la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, istituita nel 2007 dall’Unione Europea per condannare le discriminazioni che subiscono le persone sulla base del loro orientamento sessuale.


La data scelta vuole ricordare quella del 17 maggio 1990, data in cui in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. In un mondo in cui l’orientamento sessuale è ancora motivo di atteggiamenti di odio e discriminazione, è sempre più importante essere in grado di prendere una posizione per la difesa del diritto, per tutti, di amare.


La Commissione ripropone,  in collaborazione con l’Associazione Stella Polare , la
Biblioteca vivente, che si terrà in piazza Maggiore in data 20 maggio 2018. La Biblioteca Vivente è nata come esperienza di dialogo interculturale per poter conoscere realtà di vita diverse dalla propria. Consente di sperimentare sulla propria pelle il superamento del pregiudizio nei confronti del “diverso da sé”, contribuendo a creare una cultura più aperta e disponibile al dialogo, che non discrimini le persone in base alla loro origine etnica, alla religione, alle convinzioni personali, al genere, all’orientamento sessuale, all’età o alla condizione di disabilità.


Una Human Library funziona come qualsiasi biblioteca: ci sono i libri da prendere in prestito, il catalogo dei titoli disponibili, i bibliotecari e una sala lettura con sedie e tavoli per la consultazione, e infine lettori e lettrici. I libri sono però persone in carne ed ossa che si assegnano un titolo a partire da un aspetto della propria identità, che spesso le porta a subire pregiudizi e discriminazioni. Ogni lettore può prenotare un libro a scelta dal catalogo per una conversazione di circa mezz’ora, durante la quale i libri raccontano la propria esperienza di vita rispondendo alle domande poste dai lettori. L’idea è nata nel 2000, lanciata dall’Associazione danese “Stop alla Violenza” e ripresa dal Consiglio d’Europa durante la campagna “Tutti uguali e tutti diversi” contro le discriminazioni.


“La Biblioteca Vivente è un nuovo modo di vivere i libri. Ma soprattutto è un metodo innovativo, semplice e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale”.


L’iniziativa ha avuto un enorme successo, e dal 2003 è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi, e come tale incoraggiata. Da allora è stata esportata in tutto il mondo con grande successo.


Un libro nella Biblioteca Vivente è una persona, disposta a “far girare le pagine della propria vita”, a narrare la sua esperienza di vita vissuta, a condividere, disposta a rispondere alle domande del lettore-pubblico. La Biblioteca Vivente si presenta come una vera biblioteca, con i bibliotecari e un catalogo di titoli da cui scegliere, la differenza sta nel fatto che per leggere i libri non bisogna sfogliare le pagine ma… “parlarci”, perché i libri sono persone in carne ed ossa! Questi “libri viventi” vengono “presi in prestito” per la conversazione: ogni lettore sceglie il suo libro.


Gli obiettivi di questa iniziativa sono:


- informare e sensibilizzare sulle tematiche connesse alle identità multiple, agli stereotipi e pregiudizi, alle discriminazioni;


- educare alla realtà interculturale, promuovendo una convivenza basata sulla conoscenza ed il rispetto delle diversità;


- presentare e far vivere la diversità come un valore aggiunto e un arricchimento della comunità locale”.


La Biblioteca Vivente offre ai lettori l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui difficilmente avrebbero occasione di confrontarsi. L’incontro rende concreta ed unica la persona che si ha davanti, che smette quindi di essere percepita come rappresentante di una categoria sulla base di una generalizzazione, ma viene riconosciuta nella sua unicità, una persona che non rappresenta nessuno se non la propria esperienza e storia.

 

 

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